Maurizio Scarpa, Doge

Medico pediatra specialista in malattie rare metaboliche, Maurizio Scarpa è Direttore del
Programma Malattie Rare della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza,
coordinatore dell’European Reference Network for Inherited Metabolic Diseases
(MetabERN) e professore di Pediatria all’Università di Padova.
Alla ricerca scientifica affianca da tempo una profonda curiosità per il mondo
dell’enogastronomia. Sommelier AIS dal 2004, coltiva un particolare interesse per gli
abbinamenti tra cibo e vino e partecipa alle attività della Dogale Confraternita del Baccalà
Mantecato fin dai primi anni Duemila.
È membro del gruppo di lavoro UNESCO impegnato nel percorso per il riconoscimento delle
Tradizioni dello Stoccafisso come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. In questo
ambito porta l’esperienza maturata nella costruzione di reti internazionali e nella condivisione
delle competenze, con l’obiettivo di contribuire alla sostenibilità e alla trasmissione delle
tradizioni culturali enogastronomiche, in particolare di quelle legate allo stoccafisso.
Oggi è Doge eletto della Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato di Venezia, ruolo nel
quale coniuga rigore scientifico, cultura gastronomica e capacità di mettere in relazione
persone, istituzioni e territori, nella convinzione che la tutela di una tradizione passi anche
dalla sua conoscenza, dalla sua condivisione e dalla capacità di consegnarla al futuro. Un
impegno che unisce ricerca, memoria e responsabilità culturale.

Ermanno Tagliapietra, Doge Emerito

La storia di Ermanno Tagliapietra con lo stoccafisso comincia molto prima della Dogale e
affonda le radici nella Venezia del secondo dopoguerra. Il padre Angelo, buranello e uomo di
mare, nel 1946 inizia a lavorare al mercato ittico all’ingrosso di Rialto; Ermanno lo affianca
nel 1965, appena quindicenne, entrando in un mestiere destinato a diventare il lavoro e la
passione di una vita.
È sua l’intuizione di investire nello stoccafisso, approfondendone qualità, lavorazioni e
provenienza e costruendo negli anni un rapporto sempre più stretto con le isole Lofoten. Sotto
la sua guida l’attività familiare cresce fino a fare della Tagliapietra e Figli una realtà di
riferimento nel settore, oggi affidata alla nuova generazione.
Alla conoscenza professionale ha sempre affiancato l’impegno nella divulgazione e nella
tutela della cultura dello stoccafisso. Per molti anni Doge e oggi Doge Emerito della Dogale
Confraternita, ha contribuito a trasformare un prodotto della tradizione in materia di racconto,
ricerca e confronto tra territori.
Nel 2019, con Michela Dal Borgo, ha pubblicato Serenissimo baccalà. I Tagliapietra dalla
Laguna alle Lofoten, andata e ritorno: un titolo che racconta bene anche il suo percorso,
sospeso tra la Laguna e il Grande Nord.

Anna Maria Pellegrino

Cancelliera Granda

Veneziana di nascita e padovana d’adozione, Anna Maria Pellegrino si definisce “gastrònoma”: un termine antico che riassume il suo modo di occuparsi di cibo attraverso la scrittura, la fotografia, la divulgazione e la cucina. Accademica della Cucina Italiana, membro del Centro Studi “Franco Marenghi” è presidente fondatrice dell’Associazione Italiana Food Blogger e Consigliere Direttivo dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani e dell’Associazione del Tiramisù. Ricerca storica e cultura gastronomica sono il filo conduttore della sua attività. Speaker al TEDx di Piazzola sul Brenta con un intervento dedicato alle connessioni interrotte con il cibo, conduce e modera incontri, cene narrate e rubriche radiofoniche.
Ha curato guide e pubblicazioni, tra cui Non sono quelli delle stelle (Antiga Edizioni, 2022) e, con il giornalista e storico Giampiero Rorato, A tavola con Giacomo Casanova. Cibi e vini di un ghiottone veneto (De Bastiani Editore, 2025). Dal 2015 è ospite esperta di Geo su Rai 3, dove racconta storie, ricette e gesti che rischiano di perdersi nel tempo.
Un lavoro di ricerca e restituzione che nasce da una convinzione semplice: il cibo è sempre un atto culturale.

Lorenzo Pavan

Gastaldo Emerito

Quando nel 2007 assume il ruolo di Gastaldo della Dogale Confraternita, Lorenzo Pavan probabilmente non immagina che quell’incarico lo condurrà dentro un universo fatto di stoccafisso, tradizioni veneziane, memoria e convivialità. Amico di lunga data di Franco Favaretto, con il quale condivide momenti di goliardia e leggerezza, ha sempre saputo accompagnare il sorriso alla serietà necessaria per custodire e difendere una ricetta antica e identitaria come il Baccalà Mantecato. Il suo rapporto con questo piatto, però, non appartiene soltanto alla vita della Confraternita. Il baccalà porta con sé profumi e ricordi dell’infanzia, restituendo attraverso il gusto quel legame profondo tra memoria personale e cultura culinaria che spesso rende una tradizione più forte del tempo. Oggi Gastaldo Emerito, continua a rappresentare una parte della memoria della Dogale: quella costruita negli anni attraverso relazioni, incontri e un impegno nel quale la serietà della tutela non ha mai escluso il piacere di stare insieme.
Perché una tradizione rimane viva soprattutto quando continua a essere condivisa.

Franco Favaretto

Savio di Bocca

Si può dire che Franco Favaretto sia nato in mezzo al baccalà: da bambino il premio più bello era assistere alla battitura, seguendo le orme del nonno grossista e del padre commerciante. Una consuetudine familiare diventata, negli anni, mestiere, ricerca e passione. Chef e viaggiatore, ha portato lo stoccafisso in giro per il mondo fino a diventare Ambasciatore ufficiale delle Lofoten, dove ritorna regolarmente per studiarne qualità e stagionalità. Da oltre quindici anni insegna ad ALMA, la Scuola internazionale di cucina fondata da Gualtiero Marchesi, con una lezione interamente dedicata allo stoccafisso. Cofondatore della Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato, è stato presidente della Federazione Italiana Cuochi per la provincia di Venezia e Team Manager del Veneto ai Campionati Mondiali di Cucina. Ha coordinato manifestazioni culinarie internazionali e partecipato a programmi televisivi in Italia e all’estero. Con la moglie Paola e il figlio Pietro porta avanti da oltre trent’anni il ristorante di famiglia Baccalàdivino: un luogo nel quale ciò che ha imparato da bambino continua a rinnovarsi ogni giorno, perché la tradizione, per restare viva, ha bisogno di essere conosciuta, praticata e trasmessa.

Maria Bonaldo

Savio all'Accoglienza

Veneziana, storica commerciante e Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, Maria Bonaldo ha costruito il proprio percorso professionale e associativo intorno alla partecipazione, alla rappresentanza e a un impegno costante a favore dell’imprenditoria femminile. Vicepresidente di Terziario Donna in Confcommercio, è stata Presidente FIT Provinciale di Venezia e Delegata per Treviso, Rovigo e Belluno, maturando oltre trent’anni di esperienza nei Consigli nazionali e di amministrazione di ECOMAP. È Consultrice dell’Accademia Italiana della Cucina – Delegazione Venezia Mestre – e componente della Commissione per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo; fa inoltre parte del consiglio del Panathlon International Venezia Mestre. È stata tesoriere della Scuola Grande di San Teodoro di Venezia. Da anni collabora con Il Gazzettino, dove cura una pagina settimanale nella quale trovano spazio giochi, cucina e poesia. Come Savio all’Accoglienza della Dogale Confraternita porta oggi questa lunga esperienza di relazioni e partecipazione al servizio della valorizzazione delle tradizioni veneziane, facendo dell’accoglienza non soltanto un ruolo, ma un modo di costruire comunità.

Michele Zampedri

Savio all'Arte

Michele Zampedri appartiene a una generazione che ha visto la cucina domestica cambiare profondamente: dalla stufa economica al piano a induzione, dagli strumenti governati dall’esperienza alle tecnologie contemporanee. In mezzo a questa trasformazione, una cosa per lui è rimasta immutata: la cucina come cuore della casa e luogo privilegiato della memoria familiare. È cresciuto tra nonni e genitori che si ritrovavano intorno a tavole sempre imbandite, imparando presto che un piatto può custodire molto più dei suoi ingredienti. Quello di casa era soprattutto il baccalà: mantecato, in umido, alla vicentina o al forno, accompagnato da quel profumo intenso capace ancora oggi di riportarlo all’infanzia. Tra i ricordi più vivi c’è quello della nonna che, con pazienza e olio di gomito, mantecava il baccalà seguendo il ritmo delle sue cantilene. Oggi Michele ripropone quelle stesse ricette utilizzando strumenti moderni, ma conservandone gesti e significati. Come Savio all’Arte della Dogale Confraternita porta con sé proprio questa consapevolezza: strumenti e abitudini possono cambiare, mentre custodire e tramandare una tradizione significa mantenere vivo il legame tra una comunità, la sua cultura e le proprie radici.

Rossella Dalla Pietà

Savio delle Tradizioni

Veneziana di nascita e trevigiana d’adozione, Rossella Dalla Pietà opera da oltre trent’anni come networker professionista nel settore della nutrizione e del benessere. Un percorso che le ha permesso di sviluppare competenze diverse, unite da una naturale predisposizione alla comunicazione e arricchite negli anni da esperienze di mentoring, coaching e crescita personale. Da sempre impegnata nel sociale e nel volontariato, è socia fondatrice dell’associazione culturale Giardini Svelati APS, con la quale accompagna il pubblico alla scoperta dei giardini nascosti di Treviso: luoghi nei quali natura, storia e memoria compongono un patrimonio spesso invisibile a uno sguardo distratto. La stessa attenzione per ciò che merita di essere riscoperto attraversa il suo rapporto con Venezia. Appassionata d’arte e di tradizioni, ha dedicato un libro ai racconti e alle ricette della città nella quale è nata, intrecciando memoria personale e cultura gastronomica. Come Savio alle Tradizioni della Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato porta avanti questo lavoro di custodia e divulgazione: perché conservare una tradizione non significa fermarla nel tempo, ma conoscerla abbastanza profondamente da poterla trasmettere.

Matteo Adreani

Savio alle Ambascerie

Il primo incontro di Matteo Andreani con il Baccalà Mantecato appartiene alla memoria familiare: era sua nonna a prepararlo ogni venerdì, trasformando un piatto della tradizione in un piccolo rito fatto di gesti, attesa e condivisione. Professionista della comunicazione con oltre trent’anni di esperienza, ha sempre coltivato una forte attenzione per le tradizioni e la cultura enogastronomica, riconoscendo nel cibo non soltanto un piacere, ma un linguaggio capace di mettere in relazione persone, generazioni e territori. È da questa doppia dimensione, professionale e personale, che nasce il suo impegno come Savio alle Ambascerie della Dogale Confraternita: creare ponti tra Venezia e l’esterno e far conoscere storia, valori e progetti della Dogale oltre i confini della Serenissima. Convinto che la ricetta originale del Baccalà Mantecato rappresenti un patrimonio identitario da custodire e condividere, attraverso eventi, relazioni e progetti di comunicazione contribuisce a rafforzare il ruolo della Confraternita. Perché una tradizione profondamente veneziana può conservare le proprie radici e, nello stesso tempo, parlare un linguaggio comprensibile al mondo.

Massimo Pivetta

Savio alle Finanze

Nato a Mestre nel 1960, Massimo Pivetta vive tra Salzano e Pecol di Zoldo, paese d’origine della madre. Due territori diversi che hanno contribuito a costruire anche il suo rapporto con il cibo e con la memoria: da una parte la tradizione veneziana, dall’altra la cucina povera e concreta delle montagne zoldane. Dopo una lunga carriera nel settore dell’utensileria meccanica e delle macchine utensili, che gli ha permesso di viaggiare e conoscere realtà diverse in Italia e all’estero, oggi è in pensione. Fin da giovane ha coltivato una particolare attenzione per il cibo, trasmessagli dalla famiglia insieme a un principio semplice e allora quasi naturale: agli alimenti si riconosce valore e nulla deve essere sprecato. Una sensibilità maturata tra piatti veneziani e preparazioni di montagna, due cucine solo apparentemente lontane. L’ingresso nella Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato gli ha permesso di approfondire storia e cultura gastronomica veneziana e, allo stesso tempo, di ritrovare un ideale punto di contatto con le montagne dalle quali proviene parte della sua famiglia. Come Savio alle Finanze porta nella Confraternita esperienza e concretezza, continuando a esplorare quell’intreccio tra pianura e montagna che da sempre lo affascina.

Alvaro De Anna

Savio alla Parola

Friulano di nascita e trevigiano d’adozione, Alvaro De Anna ha dedicato oltre cinquant’anni al marketing, alla comunicazione e alla promozione, con una particolare attenzione all’enogastronomia. Dopo le prime esperienze professionali a Milano, nel 1984 fonda a Treviso Pilota, divenuta poi Pilota Green, agenzia entrata nel circuito internazionale BBDO, nella quale opera come strategic planner e direttore creativo per clienti pubblici e privati, italiani e internazionali. Nel corso della sua attività firma progetti di promozione territoriale ed enogastronomica in Italia e all’estero, dalle campagne per il turismo veneto a quelle dedicate ai grandi vini italiani. Nel 2004 affianca alla comunicazione l’attività editoriale, fondando Bacco Arianna e dirigendo per sedici anni Papageno, rivista internazionale diffusa nell’area Alpe Adria. Il suo legame con la Dogale precede la nascita stessa della Confraternita. Nel 2001, con Dino Boscarato dell’Amelia, propone all’Associazione dei Ristoranti del Buon Ricordo il progetto Baccalà dei Veneziani, dal quale prenderà forma la Confraternita. Collabora alla stesura dello statuto, realizza marchio e sito e cura l’omonima pubblicazione: contribuendo a dare al progetto non soltanto una struttura, ma anche un’identità, un’immagine e una voce.

Andrea Vergari

Savio alla Cultura

Medico specialista in Ortodonzia e crescita cranio-facciale, Andrea Vergari ha svolto studi universitari e formazione specialistica a Bergen, in Norvegia. Un Paese che ritorna anche nell’altra grande direttrice della sua attività: la tutela e la valorizzazione della cultura dello stoccafisso e delle comunità che nei secoli ne hanno custodito saperi, pratiche e tradizioni. Nel 1999 è tra i fondatori, a Rovereto, della Venerabile Confraternita dello Stofiss dei Frati e nel 2012 fonda la International Stockfish Society, organizzazione internazionale nata per studiare, salvaguardare e promuovere il patrimonio culturale legato allo stoccafisso. È Coordinatore italiano della candidatura delle Tradizioni dello Stoccafisso a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO: un progetto che riunisce le comunità di pratica legate alla pesca, alla lavorazione, al commercio, alla cucina e alla trasmissione intergenerazionale di questa antica tradizione.
È inoltre promotore della Via Italiana dello Stoccafisso, rete che mette in relazione confraternite, territori e differenti tradizioni regionali. Un percorso che restituisce allo stoccafisso la sua dimensione più autentica: non soltanto alimento, ma filo culturale capace da secoli di unire mari, popoli e comunità.